#poetry “Ode per chi Affoga”, di Tishani Doshi

tishani_drowning

soggettiva, perfettibile e non esaustiva ovviamente, come tutte le (mie) traduzioni.
qui l’originale. enjoy

Ode per chi Affoga

sta o non sta
il freddo monsone
che sopporta la forma
del mio oscuro signore,
parlando della sua crudeltà
del suo andar via
?
– Nammalvar

i.
Questa è un’ode
da cantare
nelle ultime ore della notte

quando le nubi piovose
si sono riunite
sopra i tetti di tegole

e gli dei dalla pelle blu
con flauti magici
seducono le vergini a danzare

Perché non c’è amore
senza musica
Non c’è pioggia

senza pavoni
arroccati
nei rami

degli alberi di sandalo
con piume
di angeli

e voci di ladri
che supplicano ai loro amori
di ritornare

ii.
Se la pioggia annuncia
il ritorno degli amanti
allora sono perduto

nel deserto
che brucia
come il cuculo febbricitante

in cerca di tue immagini
fra le piante di mesquite
e teck

Perché non c’è traccia
di te
o di cosa so

essere come te
solo nuvole alla deriva
in un cielo vinto

come viti rampicanti
di braccia palpitanti
e bocche

che bevono alla riva
intossicata
con la notte

iii.
ci sono tante vie
per bramare
quante per la pioggia

di cadere
lenta
incessante
gentile
singhiozzante
melanconica
calda

E’ questa vecchia idea
di annegare

in altro per cercare l’Io

la condiscendenza
che l’acqua lasci forma
e profondità

a qualcos’altro
ma cosa accade se le api ronzanti
sono quiete

e le ghirlande di gelsomino
sono state stese
ad asciugare

Quanto bisogna aspettare
affinchè ogni cosa diventi
opprimente con fiori
immeritatamente verdi
lavati di sporcizia

iv.
E’ il desiderio dopo tutto
che ci spinge
Chiede di essere lodato

come se fosse nuovo
come la calma
che anticipa il primo monsone

quando l’imene
della terra
è lacerato dentro

e l’impudente odore
di bagnato
riempe l’aria

Deve esserci sorpresa
dopo che abbiamo tuonato
e arrotolato

e placato la nostra sete
quando il silenzio ritorna
ancora

In verità
non è che un’attesa
che non finisce mai

come il baratro tra
i cicli del mondo
Tra separazione

e unione
voglia e abbandono
E altrove

tra il calante
non è questo ciò
che ci rimane

la musica
dell’incertezza
il retrogusto della pioggia

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